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26/02/2015 Una strada per Pian d'Albero

nel settantesimo anniversario della Liberazione libero accesso a Pian d’Albero

Una strada per Pian d’Albero è il nome di un progetto ed è l’obiettivo che il Comitato per Pian d’Albero si è posto per una piena fruizione da parte dei cittadini di un luogo così radicato nella storia della guerra di Liberazione e così radicato negli affetti dei compagni combattenti superstiti e dei familiari degli uccisi e nella memoria di tutti gli antifascisti.

Nel luglio 2014, dopo la commemorazione del settantesimo anniversario dell’eccidio di Pian d’Albero si è pensato che dopo anni di declami, impegni politici, intese non rispettate era giunto il tempo di darsi degli obiettivi concreti da realizzare (il libero accesso carrabile per la strada da Sant’Andrea a Badia Montescalari per Pian d’Albero) e raggiungere dei risultati che ponessero al centro dell’iniziativa il riconoscimento dei luoghi della memoria nella zona sud est e primo fra tutti il Casolare Cavicchi in località Pian d’Albero dove furono uccise 39 persone fra civili e partigiani il mattino del 20 giugno 1944.

Per questi motivi si è costituito il Comitato per Pian d’Albero. Il Comitato è composto dai partigiani sopravvissuti della Brigata Sinigaglia e di altre brigate, dalle famiglie dei Caduti, dalle Sezioni ANPI di Bagno a Ripoli, Figline ed Incisa Valdarno, Gavinana, Oltrarno e Rignano-Reggello, da Associazioni e cittadini antifascisti legati alla memoria degli eventi che settanta anni fa restituirono al nostro Paese dignità e libertà, a prezzo di grandissimi sacrifici e di numerose vite umane.

Per parte nostra abbiamo creduto che un obiettivo e un gesto concreto possa contribuire al percorso di conoscenza e a rendere viva ed attuale la memoria collettiva. Questo gesto nel quale siamo da tempo impegnati è la riapertura alla pubblica ed indisturbata fruibilità del percorso che porta da sant’Andrea a Pian d’Albero ed alla definizione della via di accesso e dell’area di Casa Cavicchi.quale luogo della memoria.

Alcuni anni addietro i comuni della zona e l’allora provincia di Firenze firmarono un Protocollo d’Intesa che prevedeva l’attivazione di questo percorso della memoria e la costituzione di un Museo della Resistenza in quel casolare. Il comune di Figline Valdarno (oggi Figline-Incisa Valdarno) dette seguito a quella promessa classificando il casolare Cavicchi quale immobile destinato a spazio museale e della memoria, ed indicando nei propri atti di pianificazione il pubblico uso del percorso di accesso. Oggi si tratta di riattivare un circuito virtuoso che ricomponga quella unità di intenti intorno all’attuale necessità. Oggi si tratta di riaprire la viabilità per Pian d’Albero al pubblico e libero transito, che oggi è intercluso da vincoli privati: vincoli ed ostacoli che una vecchia sentenza della magistratura sembrò aver reso leciti ma che una attenta lettura di quel disposto ha dimostrato essere con ogni probabilità illegittimi.

Il pubblico e libero accesso al casolare Cavicchi ed alla sua qualità di luogo della memoria aprirebbe anche una migliore fruibilità paesaggistica ed ambientale; valori che quei luoghi conservano insieme all’epica degli avvenimenti. Su questo aspetto molte associazioni condividono con noi la necessità di consentire a tutti l’accesso a Pian d’Albero.  

Il Comune di Figline e Incisa Valdarno sta promuovendo un progetto di ricerca per ricostruire le vicende relative alla strage nazista di Pian d'Albero, avvenuta il 20 giugno 1944. Il lavoro viene portato avanti in collaborazione con l'Istituto storico della resistenza in Toscana, che da diversi anni segue questo tipo di iniziative per i comuni toscani.

Indirizzare oggi il proprio interesse su quelle tragedie è doppiamente lodevole: vuoi perché recentemente lo spirito revanchista dell’estrema destra torna ad aleggiare sull’Europa, vuoi perché quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della liberazione d’Italia. Per questo la saldezza della memoria condivisa è garanzia di mantenimento di quella libertà che quei regimi intendevano sopprimere.

Certamente non condivisibile è invece l’impostazione dell’articolo apparso sulla nazione del 25 gennaio  u.s. che sembra voler ammantare di mistero un fatto ormai storico e l’approssimazione poco rispettosa con la quale i giornalisti indicano la dimensione dell’eccidio  “ .. che costò la vita ad una trentina di persone ..”. Quel post-fisso rimanda ad una sbrigatezza di considerazione che mal si addice ad un eccidio cosi efferato nel quale persero la vita 39 persone che hanno un nome ed un cognome.

Vorremmo sottolineare che mantenere il ricordo e la memoria di quegli eventi e di quelle persone è cosa che condividiamo e per la quale daremo il nostro aiuto e contributo.

Il nostro contributo e collaborazione si rivolgerà anche al sostegno di tutte quelle iniziative che coinvolgono la scuola e la cittadinanza tutta per far sì che studenti e cittadini ripercorrano la via e calpestino i luoghi di eventi per conoscerne la storia ed il contributo dato dagli antifascisti combattenti e civili per la causa della libertà.

Presentiamo al proposito la VI^ edizione della camminata “Sui sentieri della libertà” che si terrà il 9 maggio dalle 9,30 al primo pomeriggio con obiettivo Casa Cavicchi e cippo partigiano dei caduti. L’iniziativa promossa da alcuni Istituti scolastici, alcune sezioni ANPI e patrocinata dai Comuni del territorio prevede la camminata per raggiungere il casolare, la presentazione di lavori teatrali e musicali, la commemorazione ufficiale e il ristoro conviviale e condiviso.

La cittadinanza attraverso anche le associazioni è invitata a partecipare per camminare assieme agli studenti verso una via per il nostro futuro.

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