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«Proposta indecente»: mentre il reato di tortura in Italia ancora non esiste, il Governo italiano propone un risarcimento economico alle vittime di Bolzaneto

A novembre dell'anno scorso avevamo denunciato, su questo sito, che in Italia ancora non esiste il reato di tortura. E avevamo segnalato che la Corte europea per i diritti dell'uomo aveva condannato lo Stato italiano a .....

...a risarcire una delle vittime per le violenze subite nella caserma di Bolzaneto dopo il G8 di Genova, dove un centinaio di ragazzi subirono inaudite violenze fisiche e psicologiche, da parte di poliziotti che mentre li brutalizzavano inneggiavano al fascismo. Tutti fatti ampiamente documentati e valutati come “torture” nei diversi processi che si sono susseguiti negli ultimi 15 anni su quanto accadde nella notte tra il 20 e il 21 luglio 2001 dopo il G8 di Genova.

Mentre scriviamo (9 gennaio 2016) il Ministro degli Esteri ha inviato una lettera, a nome del Governo italiano, alla Corte europea per i diritti dell'uomo, proponendo una “conciliazione amichevole” alle vittime di Bolzaneto sotto forma di risarcimento economico per i danni subiti. Il Governo italiano propone un risarcimento di 45mila euro per ogni vittima che abbia fatto ricorso, la stessa cifra prevista dalla sentenza di condanna inflitta allo Stato italiano per risarcire chi aveva fatto ricorso alla Corte di Strasburgo.

La proposta di risarcimento vorrebbe chiudere, in modo “amichevole”, i ricorsi presentati da 31 persone per la mancata punizione dei responsabili delle violenze subite a Bolzaneto. Mentre sarebbero circa un centinaio coloro che, costituitisi parti civili, hanno presentato ricorso a Strasburgo per violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che proibisce la tortura e impone sanzioni a coloro che la praticano.

Ma molte delle vittime delle torture subite nella caserma di Bolzaneto hanno già fatto sapere di considerare il risarcimento economico una " proposta indecente". Non tanto per il risarcimento economico in sé, ma perché è una proposta tardiva e insufficiente da parte del Governo italiano, che non ha ancora chiesto scusa per quanto accaduto nella caserma di Bolzaneto e perché non ha fino ad adesso introdotto nel proprio ordinamento giuridico il delitto di tortura. Anche se, come abbiamo già scritto nel novembre scorso, un disegno di legge sul reato di tortura è stato in effetti presentato e anche approvato in prima lettura al Senato, il 5 marzo 2014 (Vedi qui), per poi passare nel maggio successivo all'esame della Commissione Giustizia della Camera ed essere anche lì approvato. La circostanza incresciosa è però dovuta al fatto che successivamente, dopo che la proposta di legge è nuovamente tornata al Senato per l'approvazione definitiva, la procedura di promulgazione si sia di fatto arenata.

 

                                                                                                             Vittorio Casucci

                                                                                                     <casucci.vittorio@gmail.com>

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