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Autogestione e testimonianza diretta

L'autogestione da parte degli studenti del Liceo Classico Michelangiolo di Firenze è giunta al secondo anno consecutivo. Dopo la prima ora di assemblea in classe, gli studenti hanno potuto partecipare a una serie di assemblee auto organizzate su varie tematiche: dal razzismo all’orientamento universitario, dall’arte al mondo del lavoro. A una di queste ha partecipato Marcello Citano, il partigiano “Sugo”, con la sua testimonianza di vita.

Non sono poche linee di febbre a imprigionarlo in casa, non il tempo inclemente, non il carico di tanti anni trascorsi a lottare giorno per giorno per una società diversa. Non è neppure la presenza del sindaco Dario Nardella alla giornata del “Micheforum” dedicata alla politica interna, martedì 8 Novembre 2016 presso il Liceo Classico Michelangiolo di Firenze, a impedirne l’avanzata decisa. Sale gli scalini senza fatica, armato solo delle proprie idee e si prepara a tornare con la mente ai giorni, ai luoghi, alle sensazioni di quel tempo passato al bosco. Sicuro, sereno e soprattutto vitale inizia a parlare il partigiano Marcello Citano, nome di battaglia “Sugo”, davanti agli studenti riuniti per una delle conferenze più interessanti della settimana.

Le parole di Marcello e l’abolizione del lei, imposta fin dalle prime battute, creano un clima di familiarità che elimina ogni differenza di età nella stanza. Vengono posti i primi interrogativi e fluiscono le risposte, intrise delle emozioni che ritornano ogni volta sul viso di “Sugo” e che lo riportano dentro a ogni situazione vissuta, come se essa fosse avvenuta solo ieri. Si alternano i silenzi agli applausi fino al momento dei saluti con l’augurio di rivedersi presto.

Di incontri, come quello appena descritto, ce ne sono stati a centinaia a partire da quando l'ANPI decise di andare nelle scuole per raccontare cos’erano stati vent’anni di dittatura fascista e la successiva occupazione tedesca a coloro che erano nati nel grembo della democrazia, per mezzo delle parole dei protagonisti: un passaggio di testimone attraverso le generazioni. Un passaggio che col passare degli anni diventava sempre più necessario, in quanto al ricordo andava sostituendosi la memoria storica e al racconto diretto la mera testimonianza scolastica. Questo passaggio di testimone, questa trasmissione di vicende, sentimenti e valori ha attraversato il tempo ed è continuata fino al presente, 71 anni dopo la Liberazione. In una società, come quella in cui viviamo, nella quale viene posta attenzione solo al presente (o a ciò che viene ritenuto presente), cercando di sfruttare fino allo stremo i vantaggi che da esso possono derivare, sarebbe da chiedersi quanta importanza abbia continuare questo passaggio di testimone quando, a breve, non saranno più parte del presente coloro che fino ad adesso hanno provveduto alla trasmissione. Ognuno avrà la propria opinione forte di solide argomentazioni, ma si pensi per un attimo all’unicità di poter ascoltare la narrazione degli eventi da chi ha vissuto, da chi ha fatto in prima persona la storia. All'importanza per un giovane di ascoltare un raro esempio di virtù in grado di produrre spunti di riflessione, rispetto a quello che avrebbe potuto apprendere da un freddo manuale di storia. Si pensi a quale valore può avere un’esperienza del genere nel nostro tempo, dove il regresso sociale e il revisionismo storico sono all’ordine del giorno e dove la xenofobia, la diseguaglianza, il razzismo, il fascismo (in tutte le nuove forme con cui si ripresenta ai popoli) e la discriminazione cavalcano l’onda dei populismi. Di fronte a questo fiume straripante si erge una diga: le nostre partigiane e i nostri partigiani. È quindi facile capire quanto la loro testimonianza sia fondamentale per tutti i ragazzi che dovranno, un giorno, farsi carico dei valori trasmessi dalla Resistenza e salvaguardarli da chi, con i più scaltri mezzi, tenterà di eliminarli. Se prendiamo per vera la locuzione ciceroniana Historia magistra vitae (la storia è maestra di vita, tradotto letteralmente) e se consideriamo la storia il mezzo migliore per comprendere il presente ed evitare gli errori che hanno portato in passato a eventi disastrosi per il mondo, quali migliori maestri potremmo avere di chi ha posto, con sangue e sudore, la propria firma sul libro dell’umanità?

 

                                                          Paolo T.         mailto:ptaba1998@gmail.com

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