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Tu sei qui: Portale "Monte Giovi"- Archivio delle notizie 04/10/2013 L'Operazione deroga e la costituzione

04/10/2013 L'Operazione deroga e la costituzione

Si avvicina il 12 Ottobre con la manifestazione “Costituzione, via maestra”.

Cittadini, professionisti, intellettuali, studenti, associazioni culturali, sindacati e comitati di base stanno aderendo all’appello lanciato da Lorenza Carlassare, Don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà, e Gustavo Zagrebelsky.

Si tratterà di un grande raduno nazionale per affermare l’esigenza di applicare la Costituzione italiana invece di cambiarla.

Perché l’unico valido motivo per dover cambiare una Carta costituzionale dovrebbe essere quello di una sua lunga, completa e collaudata applicazione e non è certo il caso della Costituzione italiana.

Invece, il “Governo delle large intese”, nato per l’emergenza in cui si trova il Paese e fino a ieri tenuto sotto ricatto dal tragico buffone, ha pensato bene di predisporre un disegno di legge (n.813) – per altro già approvato al Senato - per modificare la Costituzione nelle sue parti più rilevanti.

Si è così avviata un’operazione spregiudicata quanto pericolosa, perché finalizzata ad aggirare i vincoli che i Padri costituenti avevano messo a garanzia dell’inviolabilità della Carta costituzionale.

Nella procedura pensata e approvata dal Senato è infatti previsto di poter “derogare ” dall’art. 318, che vincola le leggi di revisione della Costituzione a rispettare determinati tempi e metodi di approvazione, e di affidare il compito di revisione della Costituzione ai membri di una serie di Comitati e commissioni di “saggi” scelti per l’occasione dal Governo e dal Presidente della Repubblica.

Una procedura inopportuna specialmente per il momento di forte fibrillazione politica in cui si trova il Paese e che è già stata criticata da qualificati costituzionalisti come inadeguata e viziata da pesanti difetti di legittimità.

Stiamo insomma assistendo a una politica di “larghe intese” che sembra più un colpo di mano: invece di fare cose utili e possibili, come ridurre il numero dei parlamentari e diversificare i compiti tra Camera e Senato, si tenta d’aggirare le garanzie di controllo costituzionale per apportare modifiche sostanziali alla forma dello Stato.

La Costituzione è la guida maestra che dà forma e contenuto allo Stato.

E cambiare la forma e il contenuto dello Stato non può essere un’ operazione solo tecnica, da fare in un momento di vuoto politico come quello che sta vivendo oggi lo Stato italiano.

Né, francamente, ci sembra il caso lo possa fare un Governo il cui unico scopo sembra essere quello di durare fino al 2015.

 

                   La Redazione

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