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07/05/2014 RICOMINCIARE DACCAPO!

Con la fine del 2013 si chiude un periodo che ha rischiato di mettere in ginocchio il Paese e in serio pericolo la sua stessa coesione sociale. Un ceto politico e imprenditoriale incapace, irresponsabile e arrogante non è stato in grado di fronteggiare la disastrosa crisi economica globale che ha investito anche l’Europa e l’Italia.

RICOMINCIARE DACCAPO!

Con la fine del 2013 si chiude un periodo che ha rischiato di mettere in ginocchio il Paese e in serio pericolo la sua stessa coesione sociale.

Un ceto politico e imprenditoriale incapace, irresponsabile e arrogante non è stato in grado di fronteggiare la disastrosa crisi economica globale che ha investito anche l’Europa e l’Italia.

Di fronte a una crisi economica senza precedenti, invece di cercare soluzioni che potessero tutelare i ceti meno abbienti, si è preferito privilegiare le ambizioni personali e le divisioni politiche della classe dirigente, aprendo la strada all’idea che la democrazia sia oramai una forma di governo superata. E con essa la legalità e l’abolizione dei privilegi.

Gli stessi valori fondanti della Repubblica, nata dalla Resistenza al fascismo e dalla Guerra di Liberazione contro il nazismo, sono stati considerati un intralcio alla governabilità del Paese.

In questo desolante quadro di riferimento, nemmeno la sostituzione di una “casta” politica incapace e irresponsabile con governi prima “tecnici”, poi di “larghe intese” e infine “di scopo” è servita a niente, se ancor oggi - stando a una recente indagine dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico - meno di tre italiani su dieci si fidano del Governo.

Bisogna, allora, con urgenza, trovare nuove strade per ricominciare daccapo.

Bisogna, insomma, come si direbbe con linguaggio informatico: resettare,

Si pone oggi l’esigenza d’intervenire nella devastante situazione economica, sociale e culturale in cui stiamo sprofondando da oltre vent’anni, sostituendo illusorie soluzioni efficientistiche (il presidenzialismo è fra queste) o velleitarie (per esempio uscire dall’Euro), con soluzioni concrete in cui prevalga il buon senso, l’etica, la capacità organizzativa e la competenza professionale a partire dalla gestione dei servizi pubblici: dall’amministrazione della giustizia ai beni culturali, dalla scuola alla sanità.

Questo desideriamo che accada presto, molto presto, utilizzando gli strumenti della democrazia e applicando i principi costituzionali. Diversamente dilagherà una protesta violenta e antidemocratica che farà il gioco del “Caimano”, decaduto ma non ancora vinto.

Non è solo un desiderio ch’esprimiamo, è una precisa richiesta d’impegno alla politica, poiché spetta anche alle associazioni - fra cui in prima fila l’ANPI - il compito di chiedere maggior impegno ai politici nell’affrontare i problemi e pretendere da loro risposte concrete e all’altezza delle aspettative dei cittadini a partire dal bisogno di lavoro.

Auguriamoci, quindi, un 2014 di solidarietà caratterizzato da un forte cambiamento nell’assetto politico del Paese.

                La Redazione

mailto: anpioltrarno.redazione@gmail.com

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