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Attraverso le fogne

Nel periodo dell'"emergenza" l'ospedale di Careggi ospita numerose persone alla ricerca di un sicuro rifugio dai rastrellamenti tedeschi. Queste vi giungono attraverso le fogne, che sono un buon mezzo per comunicare con la città.

Questo esodo viene però interrotto il 24 agosto 1944 allorquando un gruppo di paracadutisti tedeschi appostati presso il cancello principale del Policlinico nota che un tombino che si trova dinanzi a loro sta sollevandosi. Qualcuno, soffocato dai miasmi e dalla calura estiva, sta cercando di riprendere aria.

I soldati, intuita la cosa, gettano una granata nella fogna e si recano al Pronto Soccorso certi di trovare qualche fuggiasco ferito in cerca di cure sanitarie. Ed infatti catturano due giovani: Gino Colli, 21 anni, orginario di Montespertoli ed Ugo Ferri, nato il 15/2/1911, contadino della zona. I due sono tenuti quali ostaggi, anche se è prevedibile che nessuno ritenterà il passaggio visto che è stato scoperto il modo ed il luogo.

La loro prigionia termina il 27 agosto quando, con l'ulteriore arretramento della linea di retroguardia tedesca, sono condotti presso la scuola-convitto degli infermieri di Villa Pepi. Addossati contro il muro del giardino interno sono abbattuti a colpi d'arma automatica.

Risulterebbe che il Colli, sin dall'agosto '43 avesse preso contatti con la cellula comunista del "Padiglione" di Scandicci e che infatti dopo la Liberazione sarà intitolata a suo nome. Riposa nel cimitero di Montespertoli, suo paese natio e suo luogo di residenza.

Quanto al Ferri, egli è sepolto nel mausoleo dei Caduti partigiani posto nel Cimitero della Misericordia di Rifredi.

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