Strumenti personali
Tu sei qui: Portale Storia Cronache La fucilazione di Campo di Marte

La fucilazione di Campo di Marte

La Repubblica di Salò, costituita dai tedeschi per poter avere un'appoggio politico e militare all'occupazione dell'Italia, emise un bando che richiamava alle armi tutti gli uomini validi. L'obiettivo era duplice: da una parte era necessaria la creazione di un esercito per il nuovo stato, dall'altra era imperativo sottrarre possibili reclute alle formazioni partigiane.
Gli effetti di questo bando furono però esasperanti per i fascisti, chi ancora titubava fra l'inazione e l'aggregarsi ai partigiani scelse la seconda opzione, mentre degli altri quasi nessuno si presentò spontaneamente.

Nel vano tentativo di intimorire i renitenti che si sottraevano al richiamo alle armi le autorità fasciste di Firenze fucilarono al Campo di Marte cinque ventenni di Vicchio.
Si trattava di cinque giovani contadini che non avevano alcun rapporto con i partigiani, il loro desiderio era soltanto quello di evitare il pericolo e di continuare a lavorare per le loro famiglie.

Vennero fucilati quasi di nascosto all'alba del 22 marzo 1944 da un plotone riluttante, composto appunto da quei giovani che per paura delle ritorsioni si erano infine arruolati, ma che non avevano nessuna voglia di essere soldati. Fu necessario l'intervento del Maggiore Carità per finire la fucilazione.
I pochi partigiani che erano in zona, fra loro "Rocco", si precipitarono sul luogo nonappena furono avvertiti, ma tutto era già finito.

Azioni sul documento
Licenza Creative Commons
Tutte le immagini presenti su questo sito sono distribuite con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.