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La fuga di "Giannetto"

Ivo Lazzeri ("Giannetto", nato a Firenze il 15/8/1920, celibe), partigiano della XXII/bis Brigata Garibaldi "A. Sinigaglia", è considerato disperso durante uno scontro avvenuto con i tedeschi in località "Casa del Pecoraio" la notte sul 2/8/1944.

Invece "Giannetto" era stato catturato dai tedeschi e più tardi trucidato a colpi di pugnale in località Colonie di San Giorgio (Via del Fossato), sul borro del torrente Isone, lo stesso 2/8/1944. Secondo la testimonianza di Tullio Fiani, antifascista dell'Antella, sembra che gli siano stati cavati gli occhi.

Unitamente ad esso è ucciso l'ex soldato del Regio Esercito Giovacchino Mutolo (25 anni, nato a Partinico), sbandatosi dopo l'armistizio, ma non sono qui note le cause che hanno portato alla sua cattura ed al successivo assassinio.

Occorre riportare anche la testimonianza di Aldo Fagioli ("Fagiolo"), ex partigiano della "Sinigaglia", che offre sostanziali differenze alla versione fin qui data.
Gli Alleati sono vicinissimi a Firenze e "Gracco" comanda il Fagioli, in qualita' di staffetta, di portare la notizia al Comando della Divisione "Arno". Inoltre gli chiede di cercare notizie su "Giannetto".
Durante la sua marcia riesce ad avvicinare alcuni contadini e, dalla descrizione che gli viene fornita, capisce che si tratta del compagno disperso. Viene accompagnato sul luogo dove è stato trovato il cadavere. Ritiene che Lazzeri, ferito gravemente al Lonchio, nella fuga alla ricerca della salvezza, abbia cercato di raggiungere le case delle Colonie di San Giorgio per chiedere aiuto. Ma, data la distanza dal luogo dello scontro, vi era arrivato allo stremo delle forze decedendovi.
Rinvenuto il corpo erano state tolte le armi (ma Gracci aveva scritto che la pattuglia era partita disarmata, NdA) e i segni che lo qualificavano come partigiano. Era stato chiamato il prete di Montisoni che, con un carretto , lo aveva portato in quella chiesa.

Particolarmente dolorosa è la storia di "Giannetto" che un anno prima, quando era ancora militare, aveva perso per una fuga di gas tutta la sua famiglia: i genitori, i due fratelli più piccoli ed il nonno. Secondo lo storico Carlo Baldini l'evento è da collocarsi al 3/8/1944 come riportato dal cippo che sarà eretto sul luogo della morte dei due giovani.

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