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NO ALLA VENDITA DI ARMI SPECIALMENTE A CHI VIOLA I DIRITI UMANI

 

NO ALLA VENDITA DI ARMI

SPECIALMENTE A CHI VIOLA I DIRITI UMANI

 

 

 

Claudio e Paola Regeni, i genitori di Giulio, il ricercatore italiano dell’università di Cambridge sequestrato, torturato e ucciso nel 2016 al Cairo, in Egitto, hanno depositato alla procura di Roma una denuncia contro il Governo italiano per non aver applicato, con la vendita di due navi da guerra all'Egitto, la legge n. 185 del 1990 che vieta di vendere armi ai paesi che hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani.

La legge per monitorare in Italia la produzione e la vendita di materiale da guerra era stata voluta dal movimento di base fin dagli anni Ottanta. Approvata il 9 luglio 1990, era in origine tra le leggi più avanzate al mondo in materia di trasparenza e regolamentazione della vendita di armi: introducendo una serie di specifici divieti e un sistema di controllo da parte del Governo, imponendo al Governo di inviare ogni anno al parlamento una Relazione annuale in materia di esportazioni di armamenti, riportando numerosi divieti sulle esportazioni di sistemi militari fra cui il divieto ad esportare armamenti «verso i Paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani, accertate dai competenti organi delle Nazioni Unite, dell’Ue o del Consiglio d’Europa».

Poiché esiste, tra l'altro, una Risoluzione approvata dal Parlamento europeo in cui si evidenzia le numerose e gravi violazioni dei diritti umani in Egitto, dove gli arresti e le detenzioni tutt'oggi in corso «rientrano in una strategia più generale di intimidazione delle organizzazioni che difendono i diritti umani», non è accettabile che il Governo italiano non applichi la legge 185/90 o la applichi in maniera burocratica, rispettando degli sterili tecnicismi che di fatto rendono incomprensibile il mercato delle armi in Italia e vanificano lo scopo etico che era all'origine della legge.

Basta considerare che in Italia soltanto negli ultimi quattro governi in ordine di tempo, Renzi, Gentiloni e Conte 1 e 2, l'export degli armamenti è stato incrementato e che più della metà delle armi italiane sono andate a paesi in guerra, come l'Arabia Saudita ed Emirati Arabi in conflitto con lo Yemen o verso paesi sostanzialmente antidemocratici come la Turchia e l'Egitto.

Mobilitiamoci perché il Governo italiano dica come possa essere plausibile la vendita di armamenti e sistemi militari italiani all’Egitto.

Sosteniamo la denuncia fatta dai genitori di Giulio Regeni e la loro richiesta al Governo italiano di richiamare il proprio ambasciatore al Cairo, come pressione sul generale Al-Sisi per avere i nomi dei torturatori di Giulio, che tanto li conosce.

Chiediamo la liberazione di Patrick Zaki, lo studente dell'Università di Bologna arrestato nello scorso febbraio 2020 con l'accusa di propaganda sovversiva soltanto per avere difeso i diritti umani.

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